Da che cosa fuggiamo?

Abbiamo paura di soffrire, in un modo o nell’altro.
Ansia per il futuro, paura della perdita di sicurezza, paura del giudizio, dell’abbandono.
Purtroppo non è in nostro potere far sparire l’infelicità.
Ma il potere di accogliere la sofferenza e la paura in modo nuovo e rivoluzionario, questo sì che lo abbiamo. La sofferenza cessa di essere dolorosa, quando invece che essere negata, rifiutata e sfuggita, viene pienamente accettata.
Per addestrarci a ciò, le piccole paure sono fondamentali. Perché? Perché a differenza delle grandi paure non ci travolgono. Inoltre, se ci facciamo caso, tante piccole paure costellano la nostra giornata e sono tutte occasione di lavoro.
Ecco alcuni suggerimenti di Ezra Bayda:
Porsi la domanda: ‘Di cosa ho veramente paura in questo momento?’ Dare un nome alla paura è un passo fondamentale.
Sostituire la reazione: ‘Oh no!’, con ‘Ciao, eccoti di nuovo, come sarai questa volta?’.
Non facile!
Provare a fare un passo indietro e osservare i pensieri che affollano la mente. In alcuni momenti pensare peggiora la paura.
Chiedersi: ‘Cosa provo in questo momento nel corpo?’. Abitare le nostre sensazioni.
La consapevolezza, così, abbraccia il dolore e se ne prende cura. #selfcompassion #mindfulnessmeditation